Glossario

Questo è il più grande glossario al mondo sulla neve e le valanghe. Attualmente con più di 100 termini standardizzati disponibili in 9 lingue. Una risorsa che viene costantemente aggiornata e ampliata.


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Glossario

A

Altezza del manto nevoso

Altezza del manto nevoso misurata verticalmente rispetto al pendio

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Altezza totale della neve fresca

Sommatoria della quantità di neve fresca calcolata per un determinato periodo (per esempio: somma complessiva dell’altezza di neve fresca caduta in tre giorni)

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Area di distacco, zona di distacco

Zona nella quale inizia il movimento della valanga

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Assestamento

Diminuzione dello spessore del manto nevoso per effetto del metamorfismo distruttivo, con conseguente aumento della densità e della resistenza della neve.

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Aumento della resistenza in uno strato di neve

I legami tra i cristalli (quantità e/o qualità dei punti di legame) aumentano e questo permette la trasmissione tra gli stessi di forze maggiori.

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Aumento dell‘altezza del manto nevoso

Aumento dell’altezza del manto nevoso in un intervallo di tempo definito

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Aumento del pericolo di valanghe nel corso della giornata

* Al momento non disponibile – viene aggiornato nel 2015 *

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Glossario

B

Bacino (zona) di alimentazione delle valanghe

Zona da cui una o più valanghe possono distaccarsi

Si parla di bacino di alimentazione generalmente in relazione alle valanghe che raggiungono i fondovalle.

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Base del manto nevoso, strato basale

Strati inferiori o parte inferiore, prossima al suolo, del manto nevoso

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Base di parete rocciosa

Parte inferiore di una parete rocciosa che spesso si prolunga in un pendio di detriti

Come regola generale, questo implica la presenza di un cambio di pendenza, più o meno marcato che riduce l’inclinazione del pendio sottostante. Il piede di una parete rocciosa identifica frequentemente l’inizio di un pendio estremamente ripido o ripido.

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Bollettino valanghe

I bollettini valanghe forniscono informazioni dettagliate sullo stato del manto nevoso e delle valanghe.

Il pericolo di valanghe è valutato in base alla scala di pericolo valanghe europea a 5 gradi.

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Brina di superficie

Cristalli di ghiaccio trasparenti, a forma piana o aghiforme, che si formano per sublimazione sulla superficie fredda della neve per trasferimento di vapore acqueo verso la superficie che si raffredda al di sotto della temperatura ambiente per irraggiamento.

Vedi anche: www.snowcrystals.it

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Glossario

C

Calabrosa / galaverna

* Al momento non disponibile – viene aggiornato nel 2015 *

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Cambio di pendenza

Luogo dove l’inclinazione del pendio aumenta in modo sensibile; costituisce un luogo privilegiato per l’accumulo di neve ventata

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Canalino

Canalone ripido, generalmente situato in prossimità di creste (situazione di cresta) e delimitato da rocce nude; contiene spesso detriti rocciosi; luogo privilegiato per l’accumulo di neve ventata

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Canalone, Couloir

Impluvio ripido e stretto, generalmente situato in prossimità di creste e delimitato da rocce nude; contiene spesso detriti rocciosi; luogo privilegiato per l’accumulo di neve ventata

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Conca

Lieve depressione, dalla forma arrotondata o allungata, ubicata su un terreno pianeggiante o su di un pendio. Luogo privilegiato per l’accumulo di neve trasportata dal vento.

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Consolidamento

Vedi: Aumento della resistenza in uno strato di neve

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Cornice di neve

Accumulo di neve ventata, depositata mediante trasporto eolico della neve formante una struttura aggettante, conica rivolta verso il versante sottovento

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Costone

Zona elevata, lineare e orientata verso il fondovalle nettamente distinta dall’ambiente circostante

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Cresta

Stretta linea che divide due versanti di una montagna con esposizioni diverse

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Crinale

Cresta di una montagna, lunga e marcata

Spiegazione più dettagliata:
Un crinale si sviluppa sempre in rilievo rispetto al terreno circostante e lega sovente più cime fra di loro.

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Cristalli a calice, brina di profondità, neve senza coesione

Cristalli cavi con angoli e striature sulle loro superfici. Questo tipo di cristallo è il risultato di un metamorfismo costruttivo in presenza di un elevato gradiente di temperatura.

La brina di profondità è un tipico strato debole.

Classe granulometrica: da 2 a 5 mm o maggiore

Vedi anche: www.snowcrystals.it

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Crosta

Strato del manto nevoso molto compatto, formatosi in seguito ai processi di fusione e rigelo o per azione del vento

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Crosta da rigelo

Si forma per rigelo dell’acqua liquida contenuta in uno strato di neve bagnata con conseguente aumento della resistenza.

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Crosta non portante

Crosta in superficie con scarsa capacità portante, che si rompe al passaggio di una persona (con o senza sci/snowboard)

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Crosta superficiale

Crosta che si forma sulla superficie del manto nevoso

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Glossario

D

Deflusso di acqua di falda

L’acqua che fuoriesce dal terreno, ad esempio, viene sollevata attraverso un gradiente di pressione idraulica tra la superficie del terreno e il manto nevoso sovrapposto. L’acqua viene fatta avanzare attraverso canali nel terreno o viene immagazzinata in forma di ghiaccio nel terreno che si scioglie. Anche sorgenti sono chiamate deflussi di acqua di falda. Entrambe le cose portano all’acqua liquida all’interno del suolo nevoso, destabilizzando il manto nevoso.

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Densità della neve

La densità è definita come rapporto tra massa e volume. A seconda della sua situazione, la neve può avere densità molto variabili.

Tipo di neve Densità [kg/m³]
neve fresca molto leggera ca. 30
neve fresca ca. 100
neve feltrata 150 – 300
grani arrotondati 250 – 450
cristalli sfaccettati 250 – 400
brina di profondità 150 – 350
neve bagnata 300 – 600
nevato a firn 600 – 830
ghiaccio di ghiacciaio ca. 900
ghiaccio puro 917

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Deposito della valanga

Neve depositata dalla valanga

Nelle valli, la neve del deposito della valanga rimane spesso visibile per lunghi periodi.

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Destabilizzato

Riduzione della resistenza

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Dimensioni delle valanghe

danni potenziali, deposito

Dim 1: valangha di piccole dimensioni (scaricamento)

Relativamente innocua per le persone, seppellimento improbabile (eccetto quando la zona di deposito è sfavorevole, attenzione al pericolo di caduta sui pendii estremi).
Si ferma su un pendio ripido.

Dim 2: valangha di medie dimensioni

Può seppellire, ferire o causare la morte di persone.
Può raggiunge il piede del pendio.

Dim 3: valangha di grandi dimensioni

Può seppellire e distruggere automobili, danneggiare autocarri. Può distruggere piccoli edifici e piegare alberi isolati.
Può percorrere terreni pianeggianti (nettamente inferiore a 30°) per una distanza inferiore ai 50 m.

Dim 4: valangha di dimensioni molto grandi

Può seppellire e distruggere autocarri pesanti e vagoni ferroviari. Può distruggere edifici più grandi e parti del bosco.
Percorre terreni a ridotta inclinazione (nettamente inferiore a 30°) per una distanza superiore ai 50 metri e può raggiungere il fondo valle.

Dim 5: Valangha di dimensioni estreme

Può devastare il paesaggio, ha un potenziale distruttivo catastrofico.
Raggiunge il fondovalle e le massime dimensioni note.

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Distacco a distanza

Distacco a distanza di una valanga di neve a lastroni

La persona che ne provoca il distacco non si trova nel perimetro del lastrone che si mette in movimento (tuttavia può essere travolto e sepolto dalla neve che si è staccata al di sopra di lui).

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Distacco provocato di valanghe

Distacco di valanghe causato da carichi supplementari sul manto nevoso (per esempio: le onde d’urto in caso di esplosione, passaggio di macchine, di persone, etc.)

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Distacco spontaneo di valanga, valanga spontanea

Distacco spontaneo di una valanga che avviene senza influenza esterna sul manto nevoso

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Distanza di alleggerimento

Misura precauzionale per ridurre il carico sul manto nevoso

In salita bisognerebbe mantenere minimo 10 m di distanza, in discesa significativamente di più.

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Distanza di sicurezza

Distanza da mantenere nell’attraversare zone esposte al pericolo valanghe per ridurne il rischio

Contrariamente alla distanza di alleggerimento adottando lo spazio di sicurezza, solo una persona alla volta è esposta al pericolo. Comunemente usato durante la discesa, quando una persona alla volta scia su un pendio ripido.

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Dorsale

Catena o gruppo montuoso tondeggiante e allungata, più elevata rispetto al terreno circostante

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Dune di neve

Deposito di neve formato da neve trasportata dal vento

Il lato piatto sta dalla parte da dove ha spirato il vento (sopravvento), la parte più ripida della duna sta sottovento. Da non confondere le dune con i sastrugi.

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Glossario

E

Equivalente in acqua

L’equivalente in acqua è l’altezza della colonna d’acqua derivante da un campione di neve sciolta (espressa in mm), con riferimento alla stessa area. L’equivalente in acqua di 20 cm di neve con una densità media di 100 kg/m³ è 20 mm. Con una densità di 500 kg/m³ l’equivalente di un campione di 20 cm di neve è 100 mm di acqua.

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Esposizione, esposizione del pendio

Punto cardinale verso il quale è rivolto un pendio; per esempio un pendio esposto a nord è rivolto verso nord

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Esposto

Esposizione in rapporto al vento, ai punti cardinali, al sole, alle valanghe o al pericolo in generale

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Esposto al vento

Vedi: Pendio sopravento

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Glossario

F

Fasce altitudinali

Fasce ubicate a quota paragonabile, definite in funzione della loro distanza verticale dal livello del mare (con una precisione di ± 100 m di quota)

alta quota: da 2000 a 3000 m s.l.m.
media quota: da 1000 a 2000 m s.l.m.
bassa quota: al di sotto di 1000 m s.l.m.

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Fianco della valle

Porzione laterale di una vallata, dal fondovalle fino alle zone di cresta

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Firnspiegel

Sottile strato di ghiaccio sulla superficie del manto nevoso che si forma attraverso l’interazione della radiazione solare, della fusione e del raffreddamento per irraggiamento.

Spesso i versanti soleggiati appaiono con una superficie specchiata a causa dell’elevata riflettività del firnspiegel (maggiormente in primavera).

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Formazione di fessure / crepe

In un manto nevoso fragile si possono formare delle fenditure visibili che indicano la possibile presenza di tensioni all’interno del manto nevoso.

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Forme di fusione

Cristalli rotondi grossi o agglomerati, formati da un metamorfismo da fusione

Classe granulometrica: da 0,5 a 3 mm.

Vedi anche: www.snowcrystals.it

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Glossario

G

Gradiente termico

Rapporto tra la differenza di temperatura misurata in due punti del manto nevoso, posti sulla stessa verticale, e la distanza tra i punti di misurazione. Il valore del gradiente termico regola i metamorfismi del manto nevoso e le conseguenti trasformazioni dei cristalli e dei grani.

Definizioni valori:
basso gradiente: gradiente < 5°C/m
medio gradiente: 5°C/m < gradiente < 20°C/m
alto gradiente: gradiente > 20°C/m

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Grani arrotondati, neve a grani fini

Grani arrotondati, neve a grani fini; grani piccoli, arrotondati risultato del metamorfismo distruttivo

Classe granulometrica: da 0.2 a 0.5 mm

Vedi anche: www.snowcrystals.it

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Granuli spigolosi

* Al momento non disponibile – viene aggiornato nel 2015 *

Vedi anche: www.snowcrystals.it

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Glossario

H

Glossario

I

Inclinazione del pendio

poco ripido: meno di 30° *)
ripido: da 30 a 35° *)
molto ripido: da 35 a 40° *)
estremamente ripido: più di 40° *)

*) Inclinazione di un pendio, misurata su una carta 1: 25.000 nel punto più ripido sulla linea di massima pendenza, oppure misurata sul terreno.

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In particolare con forte sovraccarico

Generalmente con forte sovraccarico, ma in certe situazioni anche con debole sovraccarico

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Intensità del vento

debole: 0-20 km/h
moderato: 20-40 km/h
forte: 40-60 km/h
molto forte: 60-100 km/h
uragano: > 100 km/h

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Irraggiamento

Emissione di radiazioni termiche a onda lunga (infrarosso) dalla superficie del manto nevoso verso l’atmosfera.

In assenza di copertura nuvolosa, la superficie del manto nevoso si raffredda notevolmente fino ad una temperatura inferiore a quella dell’aria (da qualche grado fino a 20° C).

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Isotermia, manto nevoso isotermico

Un manto nevoso è isotermico quando al suo interno dal terreno alla superficie la temperatura è la stessa.

Tipicamente si riscontra in primavera quando l’intero manto nevoso ha raggiunto gli 0°C. In questo stato, il manto nevoso è spesso umido o bagnato e perde di compattezza.

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Glossario

J

Glossario

K

Glossario

L

Lamella di ghiaccio

Strato sottile di ghiaccio formatosi all’interno del manto nevoso per effetto della pioggia o in seguito al processo di fusione e rigelo della neve; In esso le forme dei singoli grani non sono più riconoscibili.

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Larghezza della frattura (nel caso di valanga di neve a lastroni)

Distanza massima tra i limiti laterali della superficie di frattura

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Limite del bosco

Zona limite definita in base al clima e in base alla presenza del bosco, in corrispondenza della quale il bosco stesso può avere ancora una funzione di protezione efficace contro le valanghe.

In Italia:

Alpi Occidentali: 2000-2200 m
Alpi Orientali: 1800-1900 m
Appennini: 1700-1800 m

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Limite della nevicata

Altitudine sul livello del mare in corrispondenza della quale le precipitazioni cadono prevalentemente sotto forma di neve che si deposita al suolo.

Tale limite si colloca in genere 300 m al di sotto della quota dello zero termico. Può anche raggiungere i 600 m al di sotto della quota dello zero termico, in caso di precipitazioni abbondanti e/o entro valli chiuse.

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Limite dell‘innevamento

Limite (espresso in metri al di sopra del livello del mare) tra le zone coperte di neve e le zone non innevate

Il limite dell’innevamento può variare in funzione dell’esposizione.

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Locale, localmente

Aree con un’estensione a livello d’intero versante fino di bacino

All’interno di una regione, possono esserci differenti situazioni valanghive.

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Lontano dal crinale, pendio aperto

Zona che non è direttamente collegata con il crinale

Spiegazione più dettagliata:
Questa zona corrisponde spesso al passaggio da un terreno estremamente ripido a uno ripido. I tratti ripidi e i piccoli rilievi che non sono in relazione diretta con il crinale fanno ugualmente parte di questa zona. Le aree prossime al crinale e quelle lontane dal crinale non sono separate nettamente le une dalle altre. Il limite tra le due deve essere considerato come una zona di transizione.

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Lunghezza della frattura (nel caso di valanga di neve a lastroni)

Lunghezza di un lastrone, misurata dall’estremità superiore della zona di rottura fino all’estremità inferiore della zona di distacco (al piede del lastrone)

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Lunghezza della valanga

Lunghezza totale di una valanga, misurata dal punto più alto della frattura fino al punto estremo del deposito

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Luogo pericoloso (in caso di valanga)

Luogo dove persone o beni possono essere travolti da una valanga

Attenzione:
Questo termine è generalmente utilizzato nel bollettino Valanghe nell’accezione seguente: luogo in cui il sovraccarico prodotto da sciatori o alpinisti può provocare il distacco di una valanga.

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Glossario

M

Manto nevoso

Neve accumulata al suolo in diversi strati

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Manto nevoso instabile

Un manto nevoso è instabile quando un sovraccarico può provocare una frattura all’interno dello stesso.

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Manto nevoso portante

Manto nevoso consolidato in superficie e che sopporta il peso di una persona (con o senza sci/snowboard)

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Metamorfismo costruttivo della neve

I cristalli di neve evolvono in cristalli sfaccettati e in forme cave a calice. I cristalli di grandi dimensioni si accrescono progressivamente mentre quelli piccoli si dissolvono. Questo comporta una perdita di resistenza dello strato di neve trasformato.

Spiegazioni più dettagliate: avviene durante la prima parte dell’inverno, soprattutto nelle zone in ombra, dove l’altezza della neve è ridotta e la vegetazione è arbustiva.

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Metamorfismo da fusione

Trasformazione della neve dovuta ad un apporto termico a 0°C

Questa trasformazione determina la produzione di acqua che si mescola ai cristalli di neve, con conseguente riduzione della resistenza.

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Metamorfismo del vento, metamorfismo meccanico

* Al momento non disponibile – viene aggiornato nel 2015 *

Vedi: Metamorfismo distruttivo della neve

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Metamorfismo distruttivo della neve

I cristalli di neve fresca semplificano la loro struttura per ottenere la forma arrotondata.

Questo comporta un assestamento e un consolidamento della neve fresca.

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Glossario

N

Nevato o firn

Neve degli anni precedenti, che spesso si trova sui ghiacciai, fortemente trasformata e compattata per i numerosi cicli di fusione e rigelo, oltre che per la pressione esercitate dalle masse di neve accumulatesi. (Vedi: Neve primaverile)

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Neve a debole coesione, neve priva di legami

La neve non ha coesione. Il termine “neve a debole coesione” è, per esempio, usato con neve fresca o neve trasformata per forte gradiente, comunque, per definizione si applica anche a neve molto bagnata. La neve a debole coesione può portare a valanghe di neve a debole coesione.

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Neve bagnata (problema tipico valanghivo)

l problema della neve bagnata è legato all’indebolimento del manto nevoso causato dalla presenza di acqua liquida. L’acqua infiltra il manto nevoso a causa di un forte impatto di radiazione (sole) che fa sciogliere il manto nevoso o della pioggia (che porta energia nel manto nevoso e quindi anche lo scioglimento).

Per ulteriori informazioni vedi Neve bagnata.

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Neve con coesione

La neve è coesa quando i singoli grani sono legati tra di loro (sinterizzati) ad una grado tale per cui un blocco di neve isolato con cautela, estratto non collassa.

La neve con coesione si forma per deposito di neve ventata o come risultante dei processi di metamorfismo distruttivo. Uno strato di neve coesa in prossimità di uno strato debole è una ulteriore condizione per la formazione di una valanga a lastroni.

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Neve feltrata

* Al momento non disponibile – viene aggiornato nel 2015 *

Vedi anche: www.snowcrystals.it

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Neve fresca (problema tipico valanghivo)

La situazione tipica è legata alle nevicate in atto o più recenti. Il sovraccarico prodotto dalla neve fresca su strati fragili esistenti e nuovi o coesione mancante tra i cristalli di neve fresca può provocare attività valanghiva. Generalmente il problema è distribuito ampiamente, presente su tutte le esposizioni e persiste durante la caduta di neve e per alcuni giorni dopo.

Per ulteriori informazioni vedi Neve fresca

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Neve fresca / neve recente

Neve poco trasformata e poco compattata, risalente a un periodo di precipitazione attuale o piuttosto recente

Il periodo corrispondente è indicato nel bollettino valanghe.

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Neve molto bagnata

Neve con alto tenore d’acqua, a temperatura di 0°C. L’acqua è visibile e la si può estrarre comprimendo la neve.

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Neve molto leggera

* Al momento non disponibile – viene aggiornato nel 2015 *

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Neve pallottolare

Forma particolare di neve fresca costituita da cristalli brinati, ovvero da cristalli sulla cui facce si sono congelate, durante il processo di crescita, le gocce d’acqua sopraffusa presenti nella nube

Vedi anche: www.snowcrystals.it

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Neve primaverile

Neve umida, formata da policristalli grandi, che si forma soprattutto in primavera per alternanza di fusione e rigelo negli strati superficiali del manto nevoso

Vedi: Nevato o firn

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Neve umida

Neve con basso tenore d’acqua, a temperatura di 0°C la cui l’acqua non esce comprimendola

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Neve vecchia

Parte del manto nevoso che, diversamente dalla neve fresca, si è accumulato durante le nevicate precedenti

La neve vecchia è costituita da cristalli trasformati.

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Neve ventata (problema tipico valanghivo)

La situazione tipo è legata a neve ventata. La neve viene trasportata dal vento e tipicamente imballata sui lati sottovento in canaloni, ciotole e dietro le linee di cresta o altri luoghi riparati dal vento. Il problema è meno diffuso e distribuito rispetto alla neve fresca.

Per ulteriori informazioni vedi Neve ventata.

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Neve ventata

Neve trasportata ed accumulata ad opera del vento

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Neve ventata, crosta da vento

Strato di neve sulla superficie del manto nevoso fortemente compattato dall’azione del vento

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Glossario

O

Glossario

P

Passo / valico

Zona di passaggio tra due vallate

Il restringimento nella zona del valico determina un aumento della velocità del vento, fenomeno che provoca la formazione di importanti accumuli di neve ventata.

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Pendio con accumulo di neve ventata

Pendio su quale il vento deposita della neve

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Pendio in ombra, versante all‘ombra

Zona che risente solo marginalmente, o non risente affatto, della radiazione solare

Spiegazione più dettagliata:
in pieno inverno, quando il sole è basso sull’orizzonte, le zone in ombra sono più numerose che in primavera, quando il sole si alza sempre più al di sopra dell’orizzonte. A seconda dell’ombra prodotta dall’orizzonte locale, le zone d’ombra possono trovarsi a tutte le esposizioni e non solo sui pendii settentrionali.

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Pendio soleggiato, esposto al sole

Zona molto influenzata dalla radiazione solare

I pendii tipicamente soleggiati presentano esposizioni che vanno da est a ovest passando per il sud, in relazione al momento della giornata (posizione del sole).

Spiegazione più dettagliata:
Queste zone sono meno estese in pieno inverno, quando il sole è basso, rispetto alla primavera, quando il sole è più alto sull’orizzonte.

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Pendio sopravento

Pendio direttamente esposto all’azione del vento, rivolto verso la direzione da cui il vento spira, e dove la forza dello stesso è tale, nella maggior parte dei casi, da erodere/trasportare la neve

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Pendio sottovento

Vedi: Pendio sottovento, pendio al riparo dal vento

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Pendio sottovento, pendio al riparo dal vento

Pendio che non è esposto al vento

Qui si accumulano grandi quantità di neve che spesso superano di molto l’altezza media del manto nevoso.

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Pennacchio di neve

Neve trasportata in aria dal vento su una vetta o su un crinale

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Pericolo

Condizione, circostanza o processo che può provocare un danno

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Piccola scala

Ambito all’interno di un versante o ai suoi margini, che ha una estensione areale da pochi metri a 20 m al massimo

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Possibile (evento possibile)

Evento con probabilità di verificarsi inferiore al 50 %

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Probabile (qualcosa è probabile)

Evento con probabilità di verificarsi superiore al 50 %

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Problemi Tipici Valanghivi

I cinque problemi tipici valanghivi (« avalanche problems ») come definiti dai Servizi Valanghe Europei EAWS hanno lo scopo di descrivere scenari/situazioni tipiche che accadono su terreno valanghivo e di fornire un supporto ai professionisti e agli utenti sportivi-ricreativi nella loro valutazione del rischio. Esse completano il grado di pericolo e i luoghi pericolosi (inclinazione del pendio e quota) e rappresentano il terzo livello della piramide informativa. Le seguenti definizioni comprendono una caratterizzazione generale del problema incluso la tipologia di valanghe attese, una descrizione della loro tipica distribuzione spaziale e dell’ubicazione del livello debole entro il manto nevoso, una caratterizzazione del meccanismo di distacco, una discrezione della durata tipica del problema e del periodo ed, infine, alcune indicazioni per l’utenza sportivo-ricreativa. I problemi tipici valanghivi sono pertanto principalmente rivolti all’utenza sportivo-ricreativa. Comunque, i problemi tipici valanghivi possono risultare utili anche per gli enti gestori. Per maggiori informazioni vedi Avalanche Problems.

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Profondità della frattura

* Al momento non disponibile – viene aggiornato nel 2015 *

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Glossario

Q

Quantità critica di neve fresca

La neve fresca è un carico per il manto nevoso presente e, di conseguenza, aumenta il pericolo di valanghe.

La regola empirica per un carico critico di neve fresca è:
10 a 20 cm con situazioni sfavorevoli
20 a 30 cm con situazioni intermedie
30 a 50 cm con favorevoli situazioni

Favorevoli:
Vento da debole a moderato, temperatura dell‘aria poco sotto 0 ° C, superficie fortemente irregolare del manto nevoso vecchio, pendio sciato continuamente

Sfavorevole:
precipitazioni intense in breve tempo, vento forte (> 50 km/h, vento udibile, il bosco rumoreggia) bassa temperatura (inferiore a -5 a -10 ° C), nevicata su un vecchio manto sfavorevole (brina di superficie, croste o ghiaccio, superficie della neve vecchi; trasformata per gradiente, vecchio manto nevoso debole, pendio sciato raramente)

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Quantità di neve fresca

Quantità neve fresca accumulatasi nelle ultime 24 ore

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Quota dello zero termico

Altitudine al di sopra della quale la temperatura dell’aria nella libera atmosfera è inferiore a 0°C

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Glossario

R

Radiazione

Trasporto di energia sotto forma di onde elettromagnetiche;

Si distingue tra radiazione a onde corte (luce visibile) e radiazione a onde lunghe (radiazione termica).

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Radiazione - irraggiamento

Irraggiamento che interessa il manto nevoso

La radiazione a onde corte (luce visibile) è riflessa per circa il 90 % a seconda del tipo di neve; la rimanente parte riscalda i primi cm del manto nevoso.

Le radiazioni a onda lunga (radiazione termica) sono trattenute dal manto nevoso praticamente al 100 %.

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Regione, regionalmente

Area con estensione di una o più valli

Nei bollettini valanghe, le regioni sono generalmente suddivise in aree climatologiche omogenee o anche per suddivisioni politiche.

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Regioni intralpine

Aree intercluse da elevati rilievi alpini e perciò povere di precipitazioni

Tipiche regioni intralpine in Svizzera sono il Vallese centrale, l’Engadina e i Grigioni centrali che sono situati tra i rilievi nord alpini e la cresta alpina principale. Regioni analoghe sono la regione Ortles-Venosta e la Valle di Oetz in Austria.

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Resistenza interna della neve

Capacità di trasmettere le forze all’interno della struttura dei cristalli di uno strato di neve; è legata alla quantità e alla qualità dei legami tra i cristalli stessi.

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Riduzione della resistenza in uno strato di neve

I legami tra i cristalli si indeboliscono o si annullano e questo comporta una diminuzione della capacità di trasmettere le forze tra gli stessi.

endefritescaskrono

Rischio

Concetto che riunisce la probabilità dell’evento (può succedere?) la presenza dell’uomo (qualcuno si trova entro la zona di pericolo?) e il danno (quale può essere l’entità del danno?)

Il bollettino valanghe descrive il pericolo di valanghe, ma non il rischio.

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Rottura per scivolamento (bocca di balena)

Frattura del manto nevoso in tutto il suo spessore che accade quando la neve scorre su un pendio a velocità differenti

Particolarmente quando dalla frattura percola acqua di fusione o di precipitazione nella parte a valle, si può verificare il distacco spontaneo con slittamenti o valanghe di fondo.

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Glossario

S

Saltazione

Spostamento della neve ad opera del vento sulla superficie del manto nevoso
(La visibilità orizzontale non è del tutto impedita.)

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Sastrugi

Erosioni della superficie del manto nevoso dove la parte erosa più ripida punta nella direzione di provenienza del vento; da non confondere coni le dune da vento

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Sinterizzazione

Formazione di legami tra i grani con risultato un aumento della compattezza

La sinterizzazione è più veloce quanto più elevata è la temperatura. La sinterizzaizone può essere particolarmente ben osservata in neve compattata (palla di neve, neve di deposito di valanga, vecchie tracce di sci).

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Situazione di cresta, vicino alle creste, in prossimità di crinali

Zona direttamente confinante con il crinale, con la cresta o con la cima e fortemente influenzata dall’azione del vento

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Slittamento

Movimento lento verso valle del manto nevoso (da pochi millimetri fino a qualche metro al giorno); favorito da terreni a ridotta scabrezza (erbe lunghe, placche rocciose) oppure da terreni umidi

Questo movimento può creare delle fessure o delle aperture nel manto nevoso a forma di “bocca di pesce”.

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Sospensione turbolenta

Abbondante quantità di neve trasportata dal vento sul manto nevoso
(La visibilità orizzontale viene impedita.)

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Sovraccarico

debole sovraccarico

sciatore o snowboarder che effettua curve dolci, che non cade
gruppo che rispetta le distanze di sicurezza (minimo 10 m)
escursionista con racchette da neve

forte sovraccarico

due o più sciatori o snowboarder che non rispettano le distanze di sicurezza mezzo battipista
esplosione
escursionista a piedi

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Spessore della frattura (nel caso di valanga di neve a lastroni)

Spessore del manto nevoso (misurato perpendicolarmente al pendio) sulla linea di frattura della valanga

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Spessore del manto nevoso

Spessore del manto nevoso misurato perpendicolarmente al pendio

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Stabilità, stabilità del manto nevoso

Capacità del manto nevoso di resistere alle sollecitazioni esterne (resistenza interna)

La stabilità è determinata dalle resistenze e dalle tensioni proprie di ciascuno strato di neve.

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Stabilizzato, consolidato

Vedi: Aumento della resistenza in uno strato di neve

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Strati deboli persistenti (problema tipico valanghivo)

La situazione è legata alla presenza di strati deboli nel manto di neve vecchia. Questi strati deboli includono tipicamente brina superficiale sepolta, neve pallottolare brina di profondità o cristalli sfaccettati. Gli strati deboli possono persistere per settimane o mesi; probabilmente per la maggior parte della stagione invernale.

Per ulteriori informazioni vedi Strati deboli persistenti.

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Strati deboli/fragili

Strati del manto nevoso la cui resistenza è bassa a tal punto che si possono produrre o poi propagarsi delle fratture tra i legami dei cristalli

Gli strati tipicamente deboli sono: brina di superficie inglobata nel manto nevoso, strati interessati da metamorfismo costruttivo, neve fresca a debole coesione ricoperta

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Strato di neve a debole coesione

Strato in cui i legami fra i grani (o cristalli) sono deboli

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Struttura del manto nevoso

Successione degli strati del manto nevoso, dove ogni strato si caratterizza per la forma e le dimensioni dei cristalli, durezza, temperatura, contenuto in acqua liquida e densità.

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Superficie di scorrimento

Terreno o strato del manto nevoso su cui scorre la valanga dopo il distacco

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Glossario

T

Tensioni all‘interno del manto nevoso

Forza sui legami tra i grani all’interno di uno strato di neve, esercitata dal peso della neve o dal movimento degli strati superiori verso valle.

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Terreno estremamente ripido

Un terreno estremamente ripido è caratterizzato da una inclinazione superiore a 40°, dalla vicinanza di creste e dalla conformazione sfavorevole del terreno e della struttura del suolo

Per queste ragioni è particolarmente esposto al pericolo di valanghe.

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Terreno ripido

Terreno la cui inclinazione è superiore ai 30°; indipendentemente dalla sua conformazione e dalle sue caratteristiche

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Trasformazione della neve (metamorfismo)

Modificazione della forma dei cristalli e della struttura interna del manto nevoso

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Trasporto eolico

Trasporto della neve ad opera del vento; Tale fenomeno inizia ad una velocità di vento di circa 4 m/s (circa 15 km/h) sulla neve a scarsa coesione e circa 10 m/s (35 km/h) sulla neve più compatta.

Spiegazione più dettagliata:
L’accumulo di neve ventata cresce al cubo della velocità del vento. Se la velocità del vento raddoppia, la quantità di neve ventata aumenta di 8 volte. Il processo di accumulo è massimo quando il vento raggiunge 50-80km/h, perché al di là di tale limite la capacità di erosione da parte del vento diminuisce.

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Glossario

U

Glossario

V

Valanga

Movimento rapido di una massa nevosa, con volume superiore a 100 m³ e una lunghezza maggiore a 50 metri

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Valanga di fondo

Valanga che, nella zona di distacco, scorre a contatto con il terreno

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Valanga di fondo

Valanga che, nella zona di distacco, scorre a contatto con il terreno

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Valanga di fondovalle

Grande valanga che raggiunge il fondovalle

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Valanga di neve a debole coesione

Valanga (di neve asciutta o bagnata) con distacco in un punto e che si sviluppa con la tipica forma a pera

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Valanga di neve a lastroni

Valanga provocata dalla rottura di un lastrone

La valanga di neve a lastroni è caratterizzata da una frattura lineare perpendicolare al pendio.

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Valanga di neve bagnata

Valanga composta da neve bagnata

Si muove in genere più lentamente di una valanga di neve asciutta e si sviluppa di conseguenza su una distanza più ridotta. In ogni caso, a causa della sua alta densità (massa volumica), esercita forti pressioni sugli ostacoli che incontra. Talora è identificata come valanga primaverile.

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Valanga di superficie

Valanghe che nella zona di distacco scorre sopra uno strato di neve

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Valanghe di slittamento (problema tipico valanghivo)

La sitauzione viene caratterizzata dal scivolamento dell’intero manto nevoso su un terreno liscio (per esempio roccie o pendii erbosi). Queste valanghe di piena profondità si staccano a causa di un cedimento dello strato basale o di un perdito di attrito all’interfaccia del suolo nevoso. La presenza di acqua liquida all’orizzonte di scivolamento è cruciale per il rilascio. A seconda dell’origine dell’acqua, esse possono essere classificate in eventi caldi (l’acqua di fusione o la pioggia percolano il manto nevoso) e freddi (il terreno caldo provoca lo scioglimento dello strato basale o il deflusso dell’acqua di falda). Sono difficili da prevedere, anche se le rottura per scivolamento si aprono di solito prima di un rilascio.

Per maggiori informazioni vedi Valanghe di slittamento.

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Valanga nubiforme

Valanga (per lo più a lastroni) di neve a grani fini, asciutta che forma una mescolanza di aria e di neve e che si solleva totalmente o parzialmente al di sopra del suolo, producendo grandi nuvole di polvere di neve.

Raggiunge velocità nell’ordine di 100-300 km/h e può provocare delle onde di pressione dell’aria che provocano danni anche al di fuori della zona di accumulo.

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Valanga per scivolamento di neve

Quando la velocità di slittamento (o reptazione) aumenta nettamente si parla di scivolamento per reptazione. Questo tipo di distacchi sono possibili a qualsiasi ora del giorno e della notte.

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Valanga radente

Diversamente da quanto avviene per le valanghe nubiformi, la maggior parte della massa nevosa si muove a contatto con la superficie di scorrimento

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Valanghe di ghiaccio

Rottura del ghiaccio di un ghiacciaio che cade da ripide balze

Alcune valanghe di ghiaccio possono evolvere in valanghe nubiformi. Nel loro percorso possono raccogliere neve che entra nel flusso della valanga. Le valanghe di ghiaccio hanno ripetutamente provocato grandi catastrofi.